La Madre universale attraverso le epoche

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La Madre e le sue manifestazioni

Agli albori dell’umanità l’essere umano sapeva intuitivamente di avere un Padre e una Madre. Il Padre era considerato il grande creatore invisibile, inaccessibile al di là di tutto, mentre la Madre si mostrava attraverso la realtà della terra e la bellezza visibile della natura viva. Così, la Madre universale divenne la fonte di adorazione e devozione dei popoli primitivi, che in essa vedevano la manifestazione visibile e reale del divino: a seconda delle culture e le epoche prese nomi diversi, come per esempio Gaia, Gea, Pachamama, Cibele, Beltane …

La Madre-Terra è stata venerata dai primi popoli come una delle 3 manifestazioni della Madre Universale. Essa è la natura viva animata dalle sue forze e dagli spiriti che la abitano.

È il tangibile, il corpo visibile che irradia la sua bellezza attraverso la diversità della natura e i suoi sublimi paesaggi.

Attraverso di essa si manifestano nel reale le grandi leggi degli Arcangeli che diventano vive e animate dall’acqua delle sorgenti, dei fiumi, dei laghi e degli oceani; dai cristalli, dalle rocce, dalle pietre e dalle montagne; dalle piante, dai fiori e dalle foreste; dall’aria pura e dal vento; dal calor del sole in tutte le forme di vita.

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Nei popoli primitivi gli spiriti della natura, gli alberi, le piante, i fiumi, gli animali, le montagne erano venerati e onorati come creazioni divine. Legami viventi si sono intrecciati, rafforzati, e l’uomo ha saputo entrare in relazione e parlare con la Madre-Terra attraverso pietre, fiori, corsi d’acqua, il vento, l’orso, l’aquila…, ricevendo da essa insegnamenti, guida e saggezza.

L’uomo, sentendosi unito alla sorgente originaria, all’universo e a tutte le forme di vita, ha stabilito tra lui e la natura un profondo legame di amore e di comunione. Egli non si differenziava dagli altri regni, ma viveva naturalmente in accordo con la grande armonia che regge la creazione, senza sete di esistenza propria né spirito di dominio.

Colei che partorisce, che dà vita ad ogni forma di vita era allora percepita come la Grande Madre. Fu rappresentata attraverso le epoche come una donna generosa con un ventre prosperoso e seni voluminosi, come colei che dà alla luce, che protegge e nutre.

Cerimonie, preghiere, canti e danze gli sono stati offerti da molti popoli in tutte le tradizioni del mondo e hanno mantenuto costantemente questo legame vivo e sacro tra l’uomo e la terra.

Così l’uomo è diventato un adoratore della Madre attraverso la sua comunione sacra e vivente con la Madre-Terra. La donna, la sua rappresentante, era allora onorata, rispettata e protetta come il cuore della vita stessa, la preziosa saggezza, la custode della casa, della famiglia, delle virtù della dolcezza, del prendersi cura, del parto e della guarigione.

La Madre universale tra miti e religioni

Nel tempo, l’essere umano si è progressivamente allontanato da questo legame sacro, fondamentale e prezioso con la Madre universale e ha lasciato che quella sua naturale e istintiva coscienza di essere unito agli altri regni della creazione si sgretolasse.

Vedendosi e considerandosi sempre più come un regno superiore agli altri e non più come un figlio della Grande Madre, egli ha lasciato entrare in sé il seme della separazione, della disarmonia, coltivando pensieri e atti schiavisti nei confronti dei suoi fratelli e sorelle le pietre, gli alberi, gli animali, indebolendosi e perdendo a poco a poco il senso nobile della propria esistenza e la memoria che lo collega all’origine divina della vita.

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Tante religioni sono apparse per cercare di ritrovare il legame sacro tra l’uomo e la sua origine divina e, in sordina, attraverso tutte le grandi correnti religiose, la voce della Madre universale cercava sempre di farsi sentire. Così si è espressa attraverso gli insegnamenti per esempio di Mosè:

«Togliti i sandali, perché la terra su cui cammini è santa»; di Gesù, per citarne alcuni: «Nessuno può andare verso il Padre senza passare attraverso di me», «Io e il Padre siamo una cosa sola» o di Buddha, seduto in meditazione posato sulla Madre.

La Madre universale ha anche ispirato alcune donne che sono diventate delle icone femminili delle grandi religioni del mondo. Queste donne hanno lasciato la loro impronta sui popoli e sulle civiltà, riversando sulla terra i loro semi di Luce, aprendo la strada che conduce alla Madre universale originaria.

Si ricordano ancora Iside e Hator in Egitto, Demetra in Grecia, Shakti in India, Kuan Yin e Tara in Asia, Ishtar in Mesopotamia, Venere tra i Romani, Dana tra i Celti, Maria e Maria Maddalena nel cristianesimo… Queste Dee o grandi iniziate ci mostrano che in tutte le correnti religiose la Madre era intuita, ricercata, onorata.

L’essere umano cerca naturalmente di comprendere il senso della creazione e ha bisogno di punti di riferimento, di immagini, vuole collocarsi in questo grande mistero e nominare la sua comprensione intuitiva. Molto spesso cerca il senso della sua esistenza per rassicurarsi, mentre deve risvegliarsi al suo vero ruolo e, in qualche modo, alla sua non-esistenza.

Tutti i tentativi che l’uomo ha fatto per avvicinarsi alla fonte originaria della creazione erano subordinati alla sua sete di esistenza, a questa profonda ricerca interiore di punti di riferimento, di rappresentazioni e di senso da dare alla vita.

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Per maggiori informazioni visita il sito mondiale della Nazione Essena www.esseniens.org

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