I termini karma, legge del karma, legge del dharma, legge dell’universo, legge della reincarnazione, samsara, sono ampiamente diffusi negli insegnamenti spirituali dell’Oriente e nelle tradizioni e religioni come l’Induismo e il Buddismo.
Oggi il termine karma è entrato nel linguaggio corrente della spiritualità a livello mondiale. Viene spesso usato per designare l’uno o l’altro aspetto del destino, che sia buono o avverso.
Non è raro sentir dire che qualcuno “ha un buon karma” quando gli accade qualcosa di positivo, come un colpo di fortuna, una bella coincidenza. Al contrario, qualcuno “ha un cattivo karma” quando incombe in un’esperienza spiacevole.
In questo senso il karma è spesso considerato come una fatalità, legato a esperienze di vita passate o alla conseguenza di un’azione passata, un debito karmico positivo o negativo, qualcosa che s’impone all’uomo senza che egli possa realmente fare qualcosa.
La legge del karma è molto diffusa in modo popolare senza che se ne conosca realmente il vero significato.
In realtà, la legge del karma è semplice e se l’uomo la conosce può liberarsene e così tornare a dominare il suo destino.
La legge del karma:
la sua origine e la visione essena
Il termine karma viene dal sanscrito e significa azione. Secondo gli insegnamenti e i testi buddisti si tratta della legge di causa ed effetto, secondo la quale tutto ciò che viviamo è la conseguenza di ciò che abbiamo fatto.
Tutte le nostre esperienze vissute, siano esse piacevoli o spiacevoli, felici o infelici, sono state create da noi stessi in passato tramite le nostre azioni, di questa vita o di vite passate, generate dai nostri pensieri, le nostre parole, da stati d’animo e desideri.
La natura di un’azione determina così l’esperienza che sarà generata in seguito. Se l’intenzione dell’azione è positiva creerà un karma positivo, cioè genererà un’esperienza positiva, benefica per l’uomo. Al contrario, un’intenzione negativa, malevola, potrebbe di conseguenza causare sofferenza in futuro.
Da questo possiamo quindi dedurre che tutte le esperienze di vita passate hanno una continuità nel tempo attraverso più vite.

Quando l’uomo si è allontanato da Dio, dalla sorgente originaria, è entrato in un processo di caduta estraendosi dalla grande unità del corpo divino. A causa di questa caduta gli uomini non hanno più avuto accesso ai mondi superiori e alcuni esseri, conoscitori delle leggi divine e risvegliati a questa coscienza, decisero di creare da sé un mondo di falsa luce in cui essi stessi sarebbero stati gli dei. Si impadronirono del mondo degli uomini assoggettando gli umani con leggi che in realtà generano offese a Dio.
Schiavizzando gli umani essi schiavizzano i regni inferiori: gli animali, le piante e minerali. Gli uomini, inconsapevoli e per ignoranza, si sono sottomessi a questi esseri conformandosi alle loro leggi di potere, di avidità, di astuzia, di malvagità. Associandosi a loro si sono indebitati, cioè si sono resi debitori nei loro confronti commettendo offese a Dio.
Mediante la loro alleanza con queste intelligenze che li hanno asserviti, gli umani portano su di loro delle scritture spirituali che sono in conformità con il mondo della caduta e non più con le virtù dei mondi superiori e divini. Non portando nei mondi che lo circondano scritture conformi alla Luce, l’uomo non ha più accesso ad essa.
Nella sua incarnazione fisica l’umano porta sopra di sé il sigillo dell’intelligenza con cui si è associato. Per tale motivo e incompatibilità vibratoria i mondi divini non riconoscono più le scritture o alleanze portate dagli uomini e chiudono loro la porta. A partire da lì, l’essere umano appartiene a questi mondi che lo schiavizzano.
Per tornare a un mondo superiore, egli deve prima prendere coscienza di tali scritture per liberarsene e in seguito ricollocarne altre che sono conformi alla Luce.
La legge del karma e dell’indebitamento
Nelle nostre società sempre più esseri vivono nell’indebitamento. Gli stati come gli individui si indebitano, consumano e sovra-consumano senza averne i mezzi.
L’uomo è consapevole solo della realtà nella quale vive senza considerare il fatto che ciò che sperimenta nel mondo visibile vive prima di tutto nel mondo invisibile, spirituale. Se un uomo si indebita nel mondo visibile, è prima indebitato nei mondi invisibili. Tutto ciò che appare nel fisico ha innanzitutto un’esistenza nel piano sottile. Si tratta di una legge fondamentale dell’esistenza, una legge di verità.
Mentre s’indebita finanziariamente, l’umanità terrena s’indebita sempre più nei confronti di mondi invisibili che la incatenano e la dirigono a sua insaputa. L’indebitamento è una catena e chi s’indebita nei confronti di un mondo s’incatena ad esso. Questa è la legge del karma.
Dal momento in cui ci siamo estratti dall’unità divina siamo entrati nel mondo della dualità considerando il mondo secondo una visione che divide piuttosto di una che unifica. Vediamo le cose bianche o nere, buone o cattive.

Se riusciamo a riequilibrare la dualità dentro e intorno a noi, ritorneremo verso l’unità, l’unione, la riconciliazione con il divino. Potremo allora di nuovo guardare il mondo come una perfezione, consapevoli che non vi è nulla di male, che ogni cosa ha la sua ragion d’essere perché tutto è vivo e ci invita a risvegliarci in saggezza e verità.
Se prendiamo coscienza di questa scienza dell’attaccamento e dell’indebitamento, possiamo vedere che la legge del karma non è una legge fatalista. Al contrario, ci invita a risvegliarci e ad aprire gli occhi sulla nostra vita quotidiana e su ciò che incontriamo.
Se l’uomo vive ripetutamente una situazione spiacevole, ciò non è male in sé. È un essere, un indebitamento, un mondo con cui è legato che cerca un cammino di guarigione e di liberazione.
Parliamo di indebitamento perché indebitarsi con qualcuno significa essere debitori nei suoi confronti. Come ci si può indebitare con una persona fisica o un’istituzione finanziaria, allo stesso modo lo si può fare con mondi sottili, intelligenze superiori.
Quando un uomo chiede soldi ad una banca e glieli deve restituire, egli stipula un accordo con essa creando un legame anche spirituale, invisibile, che per essere dissoluto necessiterà del pagamento del debito come atto che lo libererà da tale vincolo.
Allo stesso modo, se per ottenere qualcosa ti associ ad un mondo come per esempio all’inganno, ad un certo punto della tua vita dovrai ripagarlo e per farlo avrai 2 possibilità: o continuando a nutrirlo, e in questo caso prolungherai il debito, oppure “pagando” il tuo debito per esserne liberato.
Pagare non è quindi solo un atto finanziario, è uno scambio, un contratto, una retribuzione sottile. Dovrai accettare di doverti sgravare di qualcosa perché questo mondo ti lasci. In questo caso, per esempio, dovrai accettare di liberarti dallo spirito della manipolazione che forse ti anima attraverso l’inganno. Questa è la legge del karma e dell’indebitamento.
Per maggiori informazioni visita il sito mondiale della Nazione Essena www.esseniens.org



















































